Pubblicazioni

  • Lupi in maschera
  • Lisa non è un orsacchiotto
  • I miei diritti
  • 3 racconti
  • Simposio 1994
  • Bo-Bo
  • Ascoltami, frammenti di ordinaria violenza
  • Gli adolescenti raccontano
  • La storia di Matteo
  • Litigio tra Indiani e Cow-Boys
  • Grazie Maestro!
  • Non possiamo imitare lo struzzo per tutta la vita
  • Oltre la Rete

Lupi in maschera

Giuseppe Zois

Un libro che vuole educare adulti, genitori, docenti, adolescenti e bambini ad un corretto uso di Internet.

Giuseppe Zois ha intervistato: Don Fortunato di Noto, la procuratrice Claudia Solcà, Sandro Valvassori titolare di alcuni negozi d’informatica e il fondatore del Telefono SOS Infanzia Federico Mari.

Lisa non è un orsacchiotto

Marco conosce Lisetta, ragazza che abita nella palazzina vicino a casa sua. La giudica molto duramente ritenendola di un carattere insopportabile. Ha due anni meno di Marco, è imbranata e sempre piena di lividi. Marco sente la necessità di raccontare tutto a sua mamma che però in quell’occasione non ha tempo per lui. Arrabbiato prende il suo orsacchiotto a pugni e calci scaraventandolo dalla finestra. Il giorno dopo, alla mattina, Marco scende correndo per le scale alla ricerca del suo orsacchiotto; lo trova nel prato e lo stringe contro di sé.
L’orsacchiotto è bagnato e rotto in più punti.
Marco incontra Pietro, il portinaio, e la mamma sul pianerottolo delle scale la quale lo rassicura dicendogli che aggiusterà il suo orsacchiotto.
In quel momento sentono il pianto sommesso e i lamenti di Lisa. Marco non può trattenersi dal dire: “Senti la frignona!” Gli sguardi della mamma e di Pietro si incontrano e il portinaio sussurra a Marco accompagnandolo con una carezza che Lisa è un povero orsacchiotto, ricordalo e poi…

I miei diritti

Destinata ai bambini dai 5 anni agli 8 anni.

“I miei diritti” è un libretto che esiste in tre versioni. Questa edizione è per te, che non hai ancora iniziato la scuola o che l’hai appena iniziata. Una seconda versione è per coloro che hanno iniziato ad andare a scuola già da un po’. E una terza versione è per tutti i preadolescenti e adolescenti.

IMPORTANTE
Questo libretto non può essere usato a scopo commerciale.
Autorizzazione solo per scopi didattici o educativi.
Ad uso di scuole o altre istituzioni che si impegano contro la violenza nei confronti dei minori.

Tre racconti

Il desiderio di pubblicare questo libro è sorto da un’esigenza.
Nel 1990 l’associazione Telefono S.0.S. Infanzia pubblicò un libretto – Lisa non è un orsacchiotto, di Patrizia Bertanza – destinato ai fanciulli delle scuole elementari e, nel contempo, promosse una serie di iniziative d’animazione in diverse sedi scolastiche del Mendrisiotto con il dichiarato intento di sensibilizzare allievi, docenti e, indirettamente, genitori, sulla questione del maltrattamento infantile.
Il successo ottenuto provocò richieste d’intervento analogo nelle classi dei ragazzi più grandi che frequentavano le scuole medie. L’esperienza così ripetuta coi più grandicelli pose dei limiti al citato libretto, ritenuto troppo semplice per ragazzi che stavano per entrare nel periodo adolescenziale.
Nacque così l’idea di pubblicare un libro destinato in particolare a questa fascia d’età. Dare incarico a degli esperti scrittori per ragazzi di scrivere un libro per l’occasione, è sembrato, ai più, riduttivo, mentre prese piede il pensiero di coinvolgere un maggior numero di persone interessate a scrivere sull’argomento.

Il convincimento di bandire un concorso pubblico aperto a tutti fece unanimità e, subito, si cominciò a lavorare in questa direzione. Si era nell’autunno 1995 quando venne pubblicato il concorso -“.. allo scopo di sensibilizzare le e gli adolescenti sui problemi del maltrattamento e di far conoscere l’attività di sostegno svolta dall’associazione Telefono S.0.S. Infanzia…”-, venne composta la giuria e si diede corpo ad un progetto che avrebbe vista impegnata l’associazione per più di un anno.
Nel giugno 1996 contavamo una trentina di scritti pervenutici da tutto il Cantone e la giuria non ebbe esitazione, dopo attenta e ponderata valutazione, a giudicare vincitore del concorso il racconto “Ciao amico”, scritto dalla signora Irene Pianetti, di Vaglio.
La giuria decise di premiare, come secondo premio ex aequo, altri due racconti meritevoli anch’essi di essere pubblicati: il racconto “La casamatta”, scritto dalla signora Sara Cassina Conti Rossini, di Bigorio e “Il lupo in casa”, scritto dalla signora Veronica Caroli, di Massagno.
La giuria ebbe i seguenti giudizi di merito:
l° premio: “Il testo proposto, scritto nella forma di diario, favori-sce l’identificazione del lettore con le vicende narrate, che riflettono adeguatamente una certa realtà sociale del giorno d’oggi. L’opera si adatta bene al lettore adolescente, cui è destinata, anche per la scelta della forma, particolarmente efficace e accattivante.”
2° premio ex aequo: “Pur rivolgendosi a due diverse fasce d’età l’una più matura e l’altra meno, i due racconti soddisfano pienamente e in modo accattivante le condizioni del bando di concorso.
Siamo così giunti al momento dell’edizione e della diffusione dei racconti, destinati soprattutto ai lettori adolescenti, vale a dire quella fascia d’età che va dalla prima alla quarta classe delle scuole medie.
Auguriamo a tutti i lettori e le lettrici di saper trovare tra le righe di questi racconti i giusti stimoli alla riflessione su un argomento, quello del maltrattamento infantile, fino a qualche tempo fa ancora tabù, ma di cui ora si avverte coscienza e maggiore responsabilità.

Bo-Bo

Bo-Bo è un gattino che vive da solo tra scatole di cartone in una desolata realtà urbana. La sola cosa che possiede è un piccolo panno-foulard. Un giorno decide di andare a cercare la sua mamma.
(Due uccellini accompagnano ogni illustrazione a rappresentare i genitori naturali.)
Incontra diversi animali sperando di riconoscere la sua mamma (un galagone dagli occhi grandi: la bontà; una bellissima pantera: la vanità;..).
Deluso e affranto, perché non trova la sua mamma, incontra “una signora cicciona”, una mamma ippopotamo che lo invita a seguirla a casa sua dicendogli che ha tre bambini. Bo-Bo giocherà con i figli della famiglia ippopotami – un ippopotamo, un coccodrillo e una scimmietta – e deciderà di restare in famiglia.
(Nell’ultima illustrazione il suo panno-foulard viene lavato e steso ad asciugare, come a rappresentare che ormai c’è chi si prende cura di lui, e i due uccellini si allontanano.)
Si tratta di una storia di adozione e di convivenza tra diverse etnie indirizzata ai bambini sotto i sette anni.

GLI ADOLESCENTI RACCONTANO

Durante il mese di agosto 2003 l’Associazione Telefono SOS Infanzia pubblica un nuovo libro indirizzato ai ragazzi delle scuole medie.
Le storie sono state scritte da un gruppo di adolescenti di quarta media.
Il tema del loro lavoro era: “Violenza sui bambini e sugli adolescenti”.
I ragazzi hanno prima svolto una ricerca di gruppo consultando testi, statistiche, internet e poi hanno scritto delle storie individualmente.

La storia di Matteo

Mi ricordo molto volentieri di Ombretta Moccetti seduta nel banco con la sua amica Silvana.
È un immagine molto dolce e che mi è rimasta sempre viva nella mente.
Era il mio primo anno di insegnamento e gli allievi come lei mi hanno dato tanto coraggio ed entusiasmo per affrontare serenamente questo mio importante compito educativo.
Ancora oggi Ombretta mi fa ricordare la serenità, la calma e soprattutto la sensibilità e la disponibilità nei confronti degli altri e dei problemi sociali.
Non mi stupisco che abbia affrontato in questa sua pubblicazione letteraria un tema così attuale come quello del maltrattamento dei minori, raccontando una storia che ti coinvolge fino al cuore e restando sempre dalla parte di Matteo, il protagonista.
Sensibilità, finezza nel raccontare e delicatezza nell’affrontare questo problema sono i fili conduttrici di questo suo racconto.
È quindi bello sentirsi “corresponsabile” di questo suo desiderio di voler trasmettere sensibilità agli altri e poter affermare che “l’ho aiutata” a inoltrarsi nel mondo della lingua italiana come insegnante. Tutto il resto lo ha fatto Ombretta e con coraggio.

Dario Camponovo
Docente Scuole Elementari di Barbengo

Litigio tra Indiani e Cow-Boys

Prefazione
Perche ti piace scrivere?,’ ho domandato a Maiga, una bambina di nove anni. Mi ha guardata divertita e ha risposto:
“Perche ho tante cose da dire.”
“E allora perche le scrivi e non le dici?”
“Perche quando le dico, certe volte gli altri non mi ascoltano, oppure mi interrompono e cambiano argomento, e va a finire the dimentico quello the volevo dire.”
Maiga era appoggiata all’indietro, in bilico su due gambe della sedia e questo mi dava fastidio, ma non le ho detto niente per non troncare le sue riflessioni.
“E poi quando scrivo ho piiu tempo per pensare e sono libera di dventare i personaggi e quello the succede. Nella realta non posso sempre decidere quello the accade, invece nei miei racconti decido tutto da sola, dall’inizio alla fine.”
“Per chi scrivi le tue storie?” “Le scrivo per me.”
“Ti piacerebbe farle leggere ad altri bambini?”
“Se fossi sicura di scrivere cose interessanti, mi piacerebbe”
Con mio sollievo Maiga ha smesso di dondolarsi sulla sedia reclinata all’indietro, e mi ha guardata con le sopracciglia sollevate e gli occhi spalancati.
“Se vuoi imparare a scrivere storie the piacciono” le ho spiegato “devi conoscere i trucchi del mestiere!”
Non sembrava convinta.
“E il talento, non basta?” ha chiesto.
” II talento e un dono the va protetto e potenziato. Ci vogliono certe condizioni perche si sviluppi: non si nasce musicisti, scrittori o pittori. Lattitudine deriva dalle letture, dall’educazione, dalla sensibilita, ma non e mai neutra. In altre parole la scrittura va addestrata!”
“Che discorso complicato! Guarda the non voglio diventare una scrittrice. Scrivo perche mi piace, ma mi piace fare anche altre cose, come per esempio giocare a tennis.” “Per imparare a giocare a tennis devi conoscere le regole, anche se non aspiri a diventare una Martina Hingis. E ci sono momenti in cui dovrai fare un po’ di fatica, perche anche I’autodisciplina fa parte di una buona riuscita”
“E a cosa servono le regole nella scrittura?” “Servono a dare forma ai sogni!”
Maiga si e alzata, si e voltata verso di me e mi ha guardata dritta negli occhi: “D’accordo, verrb da to per imparare a scrivere meglio e forse un giorno altri bambini leggeranno le mie storie.
Mi ha sorriso, e il suo sorriso mi ha messo di buon umore.

Grazie alla realizzazione di questo libretto Maiga e alcuni suoi compagni, hanno I’opportunita di far conoscere i loro racconti a un pio vasto pubblico e ne sono grati.
Altri bambini the hanno scritto racconti interessanti, potranno spedirli al giornalino di SOS infanzia scritto dai bambini per i bambini.

Daniela Calastri

Grazie Maestro!

Postfazione
Che un giovane possa scrivere per altri giovani con un certo successo non e sempre scontato.
Talvolta essere troppo vicini alle problematiche sociali dei coetanei, esserne troppo a contatto, non permette quel sereno distacco che facilita la descrizione dei fatti e delle cose; manca la visione poliedrica, saper cioè guardare un po’ tutti i lati della questione e non solo quelli che si vogliono vedere o ci vogliono far credere.
Possiamo dire che il giovane autore sia riuscito a proporre un racconto che, seppur nella sua brevità, e, pur toccando più problematiche sociali, risulta avvincente, pervaso della giusta tensione, che tiene attento il lettore, fino al termine della narrazione, lasciandogli la speranza di una vicenda a lieto fine.
Il finale del racconto e volutamente tenuto in sospeso, ma si può intravedere la speranza che tutto possa aggiustarsi.
Ciò permette ai giovani lettori di non angosciarsi troppo, anche se le storie come questa sono, purtroppo, vere.
Non sempre bastano delle buone scuole, spesso occorrono dei bravi maestri.

Testo di Aldo Primerano
Illustrazioni di Tatiana Anastasi

Non possiamo imitare lo struzzo per tutta la vita

“Arte popolare per eccellenza, “fratello minore” del cinema e come lui centenario, il fumetto appartiene pienamente al 20° secolo. Comics negli Stati Uniti, Historietas in Spagna, Bande dessinée in Francia, dalla prima apparizione di Yellow Kid alle creazioni di Crepax il fumetto si è emancipato ed è diventato un’arte a pieno titolo, diffusa in tutto il mondo”. (1)
L’associazione Telefono S.O.S. Infanzia presenta, in questa occasione, una storia a fumetti sulla base di un testo che aveva partecipato ad un concorso per racconto inedito sul tema del maltrattamento infantile, indetto due anni or sono e di cui è stato pubblicato recentemente un libro comprendente i tre racconti premiati. (2)
La storia è stata scritta da una giovane ragazza grigionese, Chiara Radaelli, nata il 15 settembre 1979, domiciliata a Grono, studentessa liceale a Bellinzona.
I disegni sono una creazione di Andreas Gysin, nato a Zurigo il 22 gennaio 1975, residente a rancate da diversi anni e attualmente studente alla Scuola Superiore di Arte Applicata a Lugano.
Vogliamo con questa iniziativa raggiunger un pubblico di ragazze e ragazzi coetanei dei due autori, comunicando loro, attraverso il linguaggio dei fumetti, breve e diretto, quanto sia importante prevenire i maltrattamenti di ogni generee verso chiunque.
La storia e i disegni che presentiamo possono apparire drammatici e con finale triste, ma devono far rifletteresulle possibili soluzioni alternative che ognuno di noi può trovare nel corso della propria esistenza.

Oltre la Rete

Dalla presentazione di Francesco Bianchi

[…] affidare al veicolo del racconto di tema sportivo delicate problematiche sociali è una sfida interessante.
Leggendo il testo di Seba, mi sono imbattuto in una prosa fresca, scorrevole, a presa diretta, con il suo linguaggio che sa passare dal, per alcuni, brutale linguaggio giovanile alla riflessione più attenta sui risvolti psicologici dei vari personaggi, affidata a un’espressione sicura e puntuale. L’espediente del doppio narratore (l’allenatore e il capitano) fornisce una duplice prospettiva, sempre interna al racconto ma variabile, anche se non in maniera vistosa, per quanto concerne le riflessioni proposte. Le esperienze dell’allenatore e del giocatore si sovrappongono senza contraddirsi, anzi completandosi: la realtà del gruppo è vista attraverso gli occhi complementari di entrambi.
[…] E in Seba ho ritrovato un po’ di quello che io penso debba essere un allenatore, ovvero una persona, giovane o meno, che faccia un po’ da antenna in mezzo ai ragazzi di cui si deve occupare in primo luogo come responsabile sportivo, facendo fare esercizi, spiegando tattiche.
[…] Questo mi piace di Seba allenatore-narratore, quel suo occhio semplice ma attento ai segnali di disagio che i suoi giocatori inviano più o meno regolarmente. Ecco cosa intendevo quando parlavo di antenna: un punto di riferimento che riceve e trasmette.
[…] Lui fa in modo che il calcio rimanga un veicolo di valori positivi, semplici, umani. Un campo di calcio, uno spogliatoio possono ancora essere dei microcosmi interessanti, validi, rassicuranti. Ma solo se chi ci vive sa offrire se stesso, con tutta la fatica che questo comporta. E senza contropartita assicurata.

ASCOLTAMI, frammenti di ordinaria violenza

Nasce dal desiderio di dar voce ai nostri adolescenti che ci raccontano il loro disagio nei confronti delle varie espressioni di violenza. Dopo le prime difficoltà a coinvolgere i ragazzi in questo progetto, le loro testimonianze sono finalmente giunte numerose.
Questo ci ha permesso di concretizzare la nostra idea. Consapevoli dell’ampiezza e dell’attualità del problema abbiamo richiesto delle riflessioni a specialisti e genitori, che, con grande professionalità e profonda sensibilità hanno espresso il loro sentimenti dopo la lettura dei racconti.
Destinatari della pubblicazione sono tutti gli adulti a contatto con gli adolescenti che hanno tanto bisogno di esprimere le loro dificili realtà e soprattutto di essere ascoltati.

SIMPOSIO

Bambini maltrattati come intervenire. In data 12-13 marzo 1994 si è tenuto un SIMPOSIO presso il Centro Civico di Lugano. Il fascicolo riporta esperienze d’incontro con le scuole medie di Chiasso e Balerna nell’ambito della campagna di informazione e sensibilizzazione all’interno della scuola.

Oratori presenti al SIMPOSIO:

Mari Federico, responsabile T.S.O.S. – Crivelli, delegato da On. Martinelli – Avv. Fulvio Pezzati – Avv. L. Pezzoli-Bezzola – Avv. P. Mordasini – Giudice F. Verda – Avv. C. Verda – Giuseppe Pescia, responsabile di Pro Juventute e consulente famigliare – Dott. R. Rossetti, psicoterapeuta – Roberto Sandrinelli, lic. Sc. sociali – Annamaria Fusaro, neuro psichiatra infantile, operatirce del Telefono Azzurro – Reto Medici, capo ufficio del tutore ufficiale – Prof. Fulvio Poletti – Prof. Ernsto Caffo – Anna Laffranchi, lic.sc.familiari – Michel Venturelli – Avv. Francesca Lepori-Colombo – Milena Beux-Jäger.

Presso la sede del Telefono S.O.S. Infanzia sono disponibili le registrazioni delle due giornate su Videocassetta.